Il Palazzo Ducale di Mantova si presenta come un insieme di edifici realizzato in diverse epoche a partire dal XIII secolo. Residenza della famiglia Gonzaga dal 1328 al 1707, il Palazzo è costituito da ben 500 sale e 15 spazi aperti fra cortili, piazze e giardini, realizzati da grandi artisti commissionati dai membri della casata.
Nel XV secolo nuove fabbriche vengono aggregate agli edifici più antichi, il Palazzo del Capitano e la Magna Domus, dando origine alla Corte Vecchia; in questo stesso periodo, Andrea Mantegna affresca la celebre Camera degli Sposi e viene realizzata la Domus Nova. Nel terzo decennio del Cinquecento, Isabella d'Este fa arredare e decorare una serie di camerini nei quali colloca il suo studiolo e le sue collezioni. Suo figlio Federico II commissiona all'architetto e pittore Giulio Romano la costruzione e decorazione dell'Appartamento di Troia. Nella seconda metà del Cinquecento i diversi corpi di fabbrica vengono uniti dando origine ad una vera e propria città-palazzo, il cui centro è rappresentato dalla Basilica di Santa Barbara. Seguono numerosi interventi archittettonici e lavori di alcuni dei massimi artisti del tempo, come Domentico Fetti e Guido Reni. La fine del periodo aureo di Mantova avviene nel 1630 quando, al termine della guerra per la successione del Monferrato, i lanzichenecchi tedeschi entrano da vincitori in città, profanando e saccheggiando anche Palazzo Ducale. Dopo la fuga dell'ultimo duca di Mantova, avvenuta nel 1707, subentra a Mantova il Governo Austriaco che decide di usere gli ambienti del palazzo come sede di rappresentanza. Le principali ristrutturazioni interessano il Palazzo del Capitano e la Magna Domus; le gallerie e i saloni disposti intorno al Cortile d'Onore sono allestiti con decorazioni prima di carattere rococò e poi neoclassico. Nel Novecento alcune ricerche hanno portato alla scoperta del ciclo di affreschi del Pisanello e a quella della cinquecentesca Sala dello Specchio.